Il 21 e 22 maggio, circa 200 moderatori e rappresentanti di 115 associazioni riconosciute dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita hanno partecipato all’incontro annuale. Il tema di quest’anno era: “Servire, accompagnare, guidare. Fondamenti e prassi del governo nelle associazioni”. La Dott.ssa Geni Maria Hoss, in rappresentanza della Federazione Apostolica delle Donne di Schoenstatt, ha partecipato all’evento.
L’incontro si è svolto giovedì nella Nuova Aula del Sinodo a Roma e ha visto la presenza del Santo Padre, Papa Leone XIV. Alla vigilia di Pentecoste, il Papa ha ricordato l’importanza dei carismi e ha invitato i movimenti e le associazioni a rimanere in comunione con le molteplici realtà ecclesiali e con la Chiesa nel suo insieme.
Parlando della leadership, il Santo Padre ha detto: “Alcune caratteristiche devono essere sempre presenti nel governo: l’ascolto reciproco, la corresponsabilità, la trasparenza, la vicinanza fraterna, il discernimento comunitario. Oltre a ciò, vorrei ricordare che un buon governo, invece di concentrare tutto su sé stesso, promuove la sussidiarietà e la partecipazione responsabile di tutti i membri della comunità. Sono indicazioni semplici, ma da tenere sempre presenti nell’esercizio dell’autorità.”

Fedeltà al carisma fondazionale
Il Papa ha ricordato che le associazioni e i movimenti hanno origini diverse e possiedono una storia, un’identità e ideali ben definiti. Questo pone una sfida particolare per i leader: da un lato, preservare e valorizzare la storia; dall’altro, svolgere un ruolo «profetico».
Prima di ringraziare tutti, il punto finale del Papa affronta la fedeltà al carisma dei fondatori.
“Ogni autentico carisma include già in sé la fedeltà e l’apertura alla Chiesa. Governare in modo fedele al carisma fondativo significa pertanto trovare in esso l’ispirazione per aprirsi al cammino che la Chiesa compie nel presente, senza appiattirsi sui modelli pur positivi del passato, ma lasciandosi provocare da realtà e sfide nuove, in dialogo con tutte le altre componenti del corpo ecclesiale.”
Papa Leone XIV
Un solo corpo con la Chiesa
La Dott.ssa Geni Hoss, responsabile generale della Federazione delle Donne, ha partecipato a edizioni precedenti dell’incontro e spiega ulteriori dettagli su questo evento:
Quest’anno l’incontro si concentra sull’autorità, la comunione e la responsabilità. È possibile offrire alcune riflessioni concrete su questo tema per il nostro Movimento?
Il tema di ogni incontro annuale si colloca in un contesto più ampio. Nasce dall’urgenza del momento e viene proposto per la riflessione e per lo sviluppo di pratiche nell’esercizio della missione di leadership. Di fatto, considerate nel loro insieme, queste riunioni funzionano come una sorta di «scuola di leadership», offrendo formazione attraverso orientamenti tematici e pratici rilevanti per il governo delle associazioni internazionali di fedeli, dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità. Il tema di quest’anno è stato presentato per tappe, da diverse prospettive e con accenti differenti. Su questa base, i gruppi di lavoro — organizzati per lingue: italiano, spagnolo, francese e inglese — hanno concluso il loro processo di ascolto e di sintesi durante i panel di discussione. Tra gli altri temi, vale la pena evidenziare i seguenti punti: l’autorità in un contesto sinodale, la trasparenza, la collegialità, il carisma originario e personale, e la comunione con tutta la Chiesa.
Un importante punto di convergenza è l’esercizio della leadership in un cammino sinodale. Quando agiamo all’interno dei nostri gruppi e delle nostre comunità, vale sempre la pena sottolineare che non stiamo difendendo una causa personale, ma siamo al servizio degli altri. Nostro Padre e Fondatore non si stancava mai di ricordare ai suoi ascoltatori — specialmente ai leader — che dobbiamo trovare modi per far emergere la vita di coloro che ci sono stati affidati. Generare vita in Schoenstatt ha un significato particolare: il leader non genera vita in sé stesso per riversarla sugli altri. Piuttosto, crea le condizioni affinché la vita nasca in ogni cuore e sia condivisa con tutti. Generare vita significa aiutare ogni persona ad aprirsi all’azione dello Spirito Santo, poiché è la sua forza vivificante a generare vita in noi e, attraverso di noi, nella nostra società.
Qual è stata la sua impressione dell’incontro del Santo Padre con il gruppo e quale dei suoi messaggi l’ha colpita più profondamente?
Ogni incontro con un Papa è unico. Questo pontificato si caratterizza per la trasmissione di messaggi forti e precisi che non solo toccano il cuore, ma ci risvegliano anche all’azione e alla missione. Questo incontro non ha fatto eccezione. Il suo messaggio è stato seguito da un breve saluto personalizzato ai quasi 200 partecipanti. Sono momenti che rimangono come esperienze di comunione ecclesiale. Così facendo, ha dimostrato il suo apprezzamento per la ricchezza dei carismi della Chiesa.
Nel suo messaggio, Papa Leone XIV ha sottolineato aspetti chiave della diversità di espressioni e carismi, così come della comunione ecclesiale di queste realtà nella Chiesa. Secondo il Papa, i leader sono doni dello Spirito Santo nelle comunità. Consapevoli della loro posizione e della loro missione speciali nella comunità, i leader devono promuovere uno stile di governo basato sull’ascolto reciproco, sulla corresponsabilità, sulla trasparenza, sulla fraternità e sul discernimento. Il Papa insegna anche che il buon governo non concentra tutto su di sé, ma promuove la sussidiarietà e la partecipazione di tutti i membri della comunità.
Quando guardiamo alle nostre comunità di Schoenstatt, non c’è modo migliore di esprimere il nucleo della missione dei nostri leader che il richiamo stesso del Papa: «Da un lato, sono chiamati a custodire e fare tesoro della memoria di un patrimonio vivo; dall’altro, svolgono un ruolo “profetico”, che implica l’ascolto delle attuali esigenze pastorali per comprendere come rispondere alle nuove sfide e alle sensibilità culturali, sociali e spirituali del nostro tempo».
La nostra leadership è una chiamata di Dio, espressa nella volontà di chi ci ha affidato questa missione. È un compito di servizio e di dedizione nel senso più profondo della nostra missione. Essere leader a Schoenstatt significa radicarsi nell’Alleanza d’Amore e, da lì, lanciarsi nelle realtà quotidiane del nostro tempo per illuminarle e contribuire a trasformarle.
La sua partecipazione rappresenta la comunità della Federazione delle Donne, ma anche tutta l’Opera di Schoenstatt presente nel cuore della Chiesa. Qual è il significato di questo incontro per il nostro Movimento e perché è importante che Schoenstatt partecipi?
La presenza della nostra comunità a questo evento è frutto del riconoscimento ecclesiastico concesso da questo Dicastero. In quanto una delle 115 comunità ed entità ecclesiali ufficialmente riconosciute da questo organismo, la Federazione delle Donne è invitata a questi incontri. Siamo consapevoli che, ovunque ci troviamo, sia personalmente sia al servizio di una comunità, tutta l’Opera di Schoenstatt è presente. Prima di tutto, ciò che ci identifica è la nostra appartenenza a Schoenstatt.
Sì, è molto importante che Schoenstatt sia presente a eventi come questo. È un’opportunità per manifestare la nostra comunione come Chiesa e testimoniare l’importanza del nostro carisma. Questo appello è stato ripetuto in diverse occasioni, esortando i Movimenti a riconoscere la loro importanza all’interno del corpo ecclesiale in comunione con i Pastori locali. La missione unica di un Movimento acquista rilevanza quando viene vissuta in comunione. «Dobbiamo cercare di vivere in comunione con tutta la Chiesa, sia a livello diocesano sia a livello universale» (Leone XIV).

Traduzione: Eugenio Minici


