Chiede “franchezza” e “lealtà” e un sostegno “forte, esplicito e pubblico”, Leone XIV, ai circa 130 cardinali venuti a Roma per il secondo Concistoro del suo pontificato che, al via oggi, si concluderà domani 27 giugno articolandosi in quattro sessioni. “Conto su di voi”, dice il Papa a quanti lo hanno eletto nel Conclave di un anno fa, ripetendo la stessa espressione utilizzata nel discorso di apertura del primo Concistoro del gennaio scorso.
“Conto su di voi perché mi aiutiate a discernere ciò che lo Spirito dice oggi alla Chiesa. Ho bisogno del vostro appoggio: forte, esplicito e pubblico. Ho bisogno di sentirmi sostenuto da voi come da fratelli.”
Il saluto del cardinale Re
Papa Leone parla in piedi, in Aula Paolo VI, accanto ad uno dei tavoli circolari dove i porporati, seguendo il metodo “sinodale” già collaudato, rifletteranno, pregheranno, discuteranno, in queste quarantott’ore scandite da meditazioni, condivisioni in plenaria e anche un dialogo con il Ponterice. Al quale – tra l’altro – si potranno inviare i propri contributi via e-mail.
Divisi in gruppi (9 di elettori ordinari e 11 di elettori della Curia Romana e non elettori), i cardinali venuti a Roma rappresentano i cinque continenti; incluse le “terre segnate dalla guerra, dalla violenza, dalla polarizzazione sociale o religiosa”, come dice il Papa nel suo discorso che fa seguito al canto del Veni Creator Spiritus e al saluto del cardinale decano Giovanni Battista Re, il quale si dice “lieto” a nome dell’intero Collegio cardinalizio di partecipare al Concistoro in un “momento difficile per l’umanità”, segnato “da un grande progresso tecnologico che ha accelerato l’Intelligenza artificiale”, ma anche “da un crescente livello di povertà umana e da una certa caduta dei valori etici e morali”. Re, a tal proposito, ringrazia Leone XIV per “la splendida enciclica Magnifica humanitas” che è “luce e guida” in questo tempo”: “Grazie per il richiamo ad un risveglio delle coscienze”.
La comunione non è un risultato acquisito una volta per tutte
Il Papa dà quindi il benvenuto ai presenti e ricorda come nella precedente riunione aveva espresso il “desiderio semplice” che questi incontri “ci aiutassero a imparare sempre più a lavorare insieme nel servizio della Chiesa” e a proseguire “una conversazione che mi aiuti nel servizio della missione e di tutta la Chiesa”. Non parole di circostanza, ma l’attestazione di un metodo che il Pontefice statunitense vuole portare avanti:
“Continuo a pensare che questa sia una delle responsabilità più importanti affidate al Collegio Cardinalizio. Anche noi, come tutta la Chiesa, impariamo camminando. La comunione non è mai un risultato acquisito una volta per tutte: rimane una conversione quotidiana, che prende forma nella preghiera, e attraverso atteggiamenti concreti, relazioni di fiducia e disponibilità ad ascoltarci reciprocamente”.

Contemplare il mondo
Ai porporati, il Papa ribadisce infatti l’invito ad “essere costruttori della comunione di Cristo”, una comunione che “prende forma in una Chiesa sinodale nella quale tutti cooperano alla medesima missione, ciascuno secondo il proprio carisma e il proprio ministero”. Elenca quindi i temi sui quali si concentreranno le quattro sessioni, già annunciati in una lettera del 4 giugno scorso a firma del cardinale Re: sguardo sul mondo, pace, bene comune, sinodalità. “Anzitutto siamo invitati a contemplare il mondo nel quale la Chiesa è chiamata ad annunciare il Vangelo”, evidenzia il Papa. “Prima di domandarci che cosa fare, occorre sostare davanti alla realtà, guardandola con gli occhi della fede e lasciandoci interrogare dall’ascolto dei fratelli”.
Nessuno è estraneo a conflitti e fratture
Successivamente si rifletterà “insieme” sulla “cultura della potenza e sulla civiltà dell’amore”. “Nessuno di noi – afferma Leone – è estraneo alle molte forme di conflitto, di sopraffazione e di frattura che attraversano oggi le nostre società. Per questo il discernimento che siamo chiamati a compiere riguarda tutti e interpella la missione della Chiesa in ogni contesto”. “Chiavi preziose” per leggere questo tempo le offre Magnifica Humanitas, a cui è dedicata la terza sessione.
“Mi interessa soprattutto ascoltare come queste pagine risuonano nelle vostre Chiese, quali interrogativi suscitano, quali prospettive aprono, quali passi suggeriscono. Una enciclica continua infatti il suo cammino quando viene accolta, interpretata e incarnata nella vita concreta delle Chiese”.
Magnifica humanitas
Magnifica humanitas, prosegue il Papa, interroga sul “contributo che la Chiesa può offrire alla costruzione del bene comune”. E “in un tempo nel quale cresce la tentazione della frammentazione e prevalgono facilmente interessi particolari”, la Dottrina sociale della Chiesa ricorda che “il bene comune non nasce spontaneamente, ma domanda responsabilità condivise”. Magnifica Humanitas aggiunge che questo “richiede attenzione al modo in cui si prendono le decisioni e si esercitano le responsabilità, nella trasparenza, nella valutazione e nella corresponsabilità”.
L’attuazione del cammino sinodale
Papa Leone XIV ricorda, infine, che l’ultima sessione sarà dedicata al cammino di attuazione del Sinodo. “Di fronte alle ferite del mondo, alla costruzione del bene comune e alla missione della Chiesa, la sinodalità indica un modo di procedere: ascoltare, discernere e assumere insieme la responsabilità delle scelte che il Signore ci affida”, evidenzia.
“La sinodalità non è anzitutto un insieme di procedure; come ho avuto modo di dire più volte, la sinodalità è un atteggiamento, un’apertura, una disponibilità a comprendere. Talvolta essa è stata interpretata come una diminuzione dell’autorità. In realtà essa ci aiuta a comprendere più profondamente il significato dell’autorità stessa, che esiste per custodire la comunione, favorire la partecipazione di tutti e orientare il cammino comune della Chiesa”.
Accompagnarmi nel servizio quotidiano alla Chiesa
Dunque “non siamo qui anzitutto per riflettere sulla vita interna della Chiesa”, rimarca il Papa. Tutti i temi convergono in un’unica domanda: “Come possiamo aiutare oggi le nostre Chiese ad annunciare il Vangelo con maggiore fedeltà, libertà e credibilità?”. “Quando impariamo ad ascoltarci, a portare insieme le responsabilità, a riconoscere l’azione dello Spirito nelle diverse Chiese, non stiamo soltanto migliorando il nostro modo di lavorare: stiamo diventando una Chiesa più capace di incontrare gli uomini e le donne del nostro tempo e di testimoniare loro la gioia del Vangelo”, afferma Leone.
E per questo chiede “un aiuto particolare”: “Il ministero che il Signore mi ha affidato non può essere vissuto da solo. Esso ha bisogno della vostra esperienza, della vostra sapienza pastorale, della vostra conoscenza delle Chiese e dei popoli che vi sono affidati”.
Vi chiedo così di accompagnarmi non soltanto in questi giorni di lavoro, ma anche nel servizio quotidiano alla comunione della Chiesa universale. Aiutatemi ad ascoltare ciò che emerge nelle Chiese, a riconoscere i segni di speranza che spesso crescono nel silenzio, ma anche a non ignorare le fatiche, le incomprensioni e le resistenze che possono rallentare il cammino.
Imparare la sinodalità praticandola
“Ho bisogno della vostra libertà, della vostra franchezza e della vostra lealtà. Un consiglio sincero è sempre un atto di comunione”, sottolinea ancora il Papa, chiedendo di “sostenere, ciascuno nella propria Chiesa e nel proprio ministero, questo stile di discernimento ecclesiale”, anche se esso “richiede pazienza e talvolta suscita interrogativi”. Da qui, l’incoraggiamento a “vivere con convinzione il lavoro nei gruppi”: “So bene – dice Papa Leone – che, per molti di noi, non è il modo abituale di svolgere un Concistoro. Eppure anche questo fa parte del cammino lungo il quale il Signore ci sta conducendo. Naturalmente rimarrà spazio anche per gli interventi personali e, come sempre, ciascuno potrà farmi pervenire liberamente osservazioni o riflessioni riservate”.
“Vi chiedo di entrare con fiducia in questo esercizio ecclesiale. Anche noi impariamo la sinodalità praticandola, impariamo insieme a crescere nella comunione”.
Fonte: vaticannews.va/it


