Un nuovo “sì” a Maria: l’Alleanza d’Amore nel Santuario di Cor Ecclesiae

Eugenio Minici

Sabato 19 settembre, al Santuario Cor Ecclesiae di Roma, quattro giovani donne del gruppo delle Donne di Schoenstatt hanno celebrato la loro Alleanza d’Amore. Insieme a loro, a guidarle e ad accompagnarle con affetto in questo percorso, Sr. M. Carol Etchegaray, Rossella Minici e Pamela Fabiano.

Laura Cricchi, Francesca Cesarini, Valentina Piatto ed Elena Fratini sono state confortate dalla preghiera e dalla vicinanza del Movimento di Roma. Ecco le loro testimonianze:

Elena: “L’Alleanza d’amore che abbiamo sugellato è stata un’esperienza bellissima, frutto di un percorso durato un anno e mezzo. Significa mettersi nelle mani di Maria, aprirsi a lei e chiederle di educarci e trasformarci ogni giorno. Essere fedeli nel piccolo, in ogni piccolo gesto quotidiano, e portare attraverso le nostre vite come un profumo, che non urla ma si percepisce… fa sentire la presenza della luce di Dio in mezzo a noi. È un percorso di discernimento sul proprio cammino che accompagna in tutta la vita e permette di essere più consapevoli, e fare chiarezza sul proprio percorso”.

Francesca: “L’Alleanza è arrivata per me dopo tanti anni che dicevo di voler fare… E come ogni cosa, penso sia arrivata nel momento giusto: in una fase di vita matura, arricchita dal mio essere mamma. Come diceva oggi Padre Pablo [Perez], desidero che Maria sia per me Educatrice, così da poter dare Amore ed esserne un esempio per chi mi sta intorno e in particolar modo per mio figlio”.

Laura: “Il percorso intrapreso insieme alle ragazze è stato per me molto importante perché abbiamo potuto condividere insieme tempo prezioso creando così una comunità unita dagli stessi valori. Abbiamo approfondito il significato dell’unione con Maria insieme a Sr. M. Carol che ci ha guidato nei vari incontri e ci ha dato gli strumenti per essere pronte nel giorno dell’Alleanza ad accogliere Maria nella nostra vita”.

Valentina: “Tutto è iniziato con alcune giornate vissute insieme, condividendo momenti belli, difficili e importanti del percorso. Giorno dopo giorno abbiamo scoperto sempre di più questo cammino, la grazia e la presenza della Madonna che ci accompagna e ci sostiene. Per me è diventato un dono grande: mi ha aiutata a crescere, a sorridere di più, ad apprezzare ciò che ho e soprattutto a sentirmi accolta e mai sola nella vita e nella fede. Ho riscoperto che la Madonna è sempre stata accanto a me, anche quando non riuscivo a riconoscerlo, e mi ha accompagnata fino all’Alleanza d’Amore con Lei. Oggi sento di avere qualcosa in più nel cuore e sono grata per aver detto sì a questo cammino”.

“Come Madre ed Educatrice, Maria ci prende per mano”

Ha celebrato la messa del rito di Alleanza padre Pablo Perez, direttore del Movimento di Schoenstatt d’Italia, la cui omelia si può così sintetizzare: “Siamo chiamati a collaborare con Dio nella costruzione del suo Regno e a passare dall’essere semplici operai al sentirci veri figli. La maturità cristiana consiste nell’imparare ad avere gli stessi sentimenti di Cristo, accogliendo con gioia la misericordia e la generosità di Dio anche verso gli altri. L’Alleanza con Maria diventa un aiuto concreto in questo cammino: come Madre ed Educatrice, Maria ci prende per mano e forma progressivamente il nostro cuore. Anche errori e fragilità possono così diventare occasioni per avvicinarsi maggiormente a Dio e crescere nella capacità di ascoltare, benedire e riconoscere il bene”.

Stringere l’Alleanza d’Amore con Maria significa compiere un passo importante nel proprio cammino di fede e nella spiritualità di Schoenstatt. È un gesto di affidamento, ma anche di disponibilità: un incontro personale con la Madre di Dio che invita a lasciarsi educare da Lei e, allo stesso tempo, a diventare suoi strumenti nella vita quotidiana.

Padre Josef Kentenich descriveva la consacrazione mariana come uno scambio reciproco di cuori, beni e interessi. È proprio questo uno degli elementi centrali dell’Alleanza d’Amore: affidare a Maria la propria vita e accogliere, in cambio, la sua presenza materna e la sua azione educativa. Da qui nasce l’espressione tanto cara alla spiritualità di Schoenstatt: “Nulla senza di te, nulla senza di noi”.

Rossella, che cura il coordinamento del gruppo con Sr. M. Carol e Pamela, ha aggiunto: “Questa esperienza nasce da un disegno d’Amore più grande di noi, un progetto di Dio che, nella sua disarmante semplicità, è riuscito a toccare nel profondo i cuori di ciascuna di noi. Accompagnare questo cammino è stato un dono: abbiamo visto la grazia operare passo dopo passo, trasformando la condivisione in una vera comunità di fede. La Mater è e resterà sempre la nostra guida salda, la presenza costante che ci conduce e ci custodisce ogni giorno”.

Chi stringe l’Alleanza sceglie quindi di mettersi a disposizione di Maria, affinché attraverso la propria vita possa portare rinnovamento nella famiglia, nel lavoro, nella società e in ogni ambiente nel quale è chiamato a vivere.

Particolarmente significativi sono stati i simboli che hanno accompagnano il rito: le medaglie dell’Alleanza che sono state benedette come segno concreto dell’appartenenza a Maria e della missione ricevuta; la benedizione delle le candele quale richiamo alla luce ricevuta nel Battesimo e alla chiamata di ogni cristiano a diventare, sull’esempio di Maria, luce per gli altri.

L’Alleanza d’Amore delle quattro giovani donne è diventata così molto più di un momento celebrativo. È l’inizio, o il rinnovamento, di una relazione vissuta giorno dopo giorno con Maria. Un cammino nel quale ci si lascia formare da Lei per diventare, secondo l’ideale di Schoenstatt, donne nuove capaci di portare Cristo nel mondo.

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